Un ponte verso l’Albania – The Bridge for Future

Il legame profondo con l’Albania, terra natia di KlodianaÇuka, è stato sempre alimentato, nel corso degli anni, con la promozione di iniziative. In particolare l’Associazione ha profuso questo suo impegno, diretto e continuo, con la nascita della Fondazione, “The Bridge For Future”, costituita in Albania, che vuole contribuire ad affrontare i problemi della povertà dei singoli e delle famiglie, anche in chiave educativa, per superare l’emergenza, sia degli orfani abbandonati che delle donne, private della loro stessa libertà (come le recluse del carcere di Tirana), in sintonia con la stessa Cei italiana ed albanese
Una strategia chiara, a cui dare nuovo slancio e sostegno, con l’adozione da parte di Integra dell’area verde di Piazza Albania – in accordo con il Comune di Roma – dove si erge la statua di Giorgio CastriotaScanderbeg: “l’Atleta di Cristo” e paladino della fede cristiana nei Balcani, che Integra ha ricordato nell’anno del suo 550° anniversario.
Tanti atti concreti e spontanei in sostegno di iniziative culturali, come: la mostra “IntegrAzione”; il sostegno ai film “La Nave” di R. Sejko e “Broken” di E. Budina; la Campagna Umanitaria “Bimbi in volo per un sorriso” in favore dell’istruzione dei minori albanesi (lanciata nel 2006 e replicata nel 2018 con l’Arcidiocesi di Scutari e Pult); la pubblicazione editoriale del volume “La Nave di Scanderberg” (nell’ambito del Progetto Interreg III A Italia-Albania); celebrando ogni anno la Canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta, figura esemplare per rinsaldare i vincoli di fratellanza e solidarietà umana.
In ultimo l’Associazione è impegnata, anche attraverso un partenariato di eccellenza, con il Comitato Interministeriale dei Diritti Umani (CIDU), la rivista “Confronti” e la stessa Chiesa Cattolica Albanese, con Mons. Angelo Massafra. Nondimeno anche il supporto alla scuola “CorJesu” in Albania e gli incontri diplomatici della Presidente con il Ministro della Diaspora Albanese Pandeli Majko (in basso a destra) e l’Ambasciatrice albanese AnilaBitri (in alto a destra) per promuovere ancor più il dialogo interreligioso, costruendo “Ponti e non Muri”, tra le due sponde del Mare Adriatico: lì dove si sono consumate grandi tragedie umanitarie di migranti (come l’affondamento della “Kader I Rades” nel 1997), che ogni anno si onorano con iniziative e progetti, che simbolicamente sono rappresentati dai fiori lanciati in loro memoria, che debbono però tornare a fiorire per garantire a tutti un futuro di pace, progresso e convivenza tra Paesi, popoli e religioni diversi, accomunati tutti dalla stessa civiltà europea.

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